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    01/02/2021 Autore: Daniele Turchi
    Mutui e tassi nel 2021, quali prospettive?

    La BCE ha lasciato i tassi invariati. Vediamo quali sono le prospettive dei tassi dei mutui nel 2021.

    Dall’ultima riunione del Consiglio direttivo della BCE in programma il 21 gennaio non sono emerse sorprese sul fronte dei tassi di interesse, che rimangono stabili ai minimi storici. Il tasso di riferimento principale (Refi) resta a 0,00%, il tasso sui prestiti marginali è fermo a 0,25%, mentre il tasso sui prestiti sui depositi rimane negativo a -0,50%.

    La prima riunione BCE del 2021 potrebbe essere definita attendista. Dopo una serie di misure espansive adottate lo scorso dicembre, l’attenzione del Consiglio direttivo in questo momento è rivolta ai risultati che si attendono in merito al contrasto della pandemia in corso, a partire dal vaccino anti-Covid e dalle restrizioni della mobilità adottate dai vari governi d’Europa, che stanno inevitabilmente rallentando le attività produttive e provocando maggiore incertezza economica.

    Tassi di interesse bassi a lungo

    Come ribadito più volte da Christine Lagarde e confermato ancora una volta dal comunicato ufficiale BCE del 21 gennaio, i tassi di interesse di riferimento della BCE resteranno agli attuali minimi storici, o inferiori se sarà necessario, almeno fino a quanto non emergeranno prospettive di inflazione ad un livello di poco inferiore al 2%, da sempre il target della Banca Centrale Europea.

    Mutui e prestiti a tassi favorevoli anche nel 2021

    Gli acquisti nell’ambito del Programma di acquisto di attività (PAA) stabiliti ad un ritmo mensile di 20 miliardi di euro proseguiranno finché sarà necessario a rafforzare l’economia dell’Eurozona e termineranno in prossimità di un innalzamento dei tassi di riferimento della BCE.

    La Banca Centrale Europea dunque continuerà ad iniettare tutta la liquidità necessaria sul mercato bancario attraverso le sue operazioni di rifinanziamento a sostegno del credito alle famiglie e alle imprese.

    La politica dei tassi bassi adottata dalla BCE negli ultimi anni ha favorito le richieste di mutui da parte delle famiglie italiane ed europee, che hanno potuto comprare casa approfittando dei tassi sui finanziamenti più bassi della storia.

    Basti pensare che oggi, chi richiede un mutuo ipotecario può ottenere un tasso a partire da 0,15% per un prestito variabile e a partire da 0,50% per un mutuo a tasso fisso.

    La scelta della BCE di lasciare i tassi di riferimento a zero si è riflessa in particolar modo sull’andamento degli indici dei mutui a tasso indicizzato. L’euribor, il principale parametro di riferimento per chi ha un mutuo a tasso variabile, è ormai da diversi anni in territorio negativo.

    Le scadenze più utilizzate dalle banche italiane per calcolare i mutui indicizzati, ovvero quella mensiletrimestrale e semestrale, sono tutte nettamente sotto zero, tra -0,56 e -0,53. Questo significa che il costo del denaro per le banche è ai livelli minimi, e seppure a questo dato venga caricato il proprio margine guadagno, il cosiddetto spread, gli istituti oggi sono in grado di offrire alla propria clientela tassi appena superiori allo zero e spesso di gran lunga inferiori all’1,00%.

    Per esempio, nel caso di un mutuo ventennale di 130.000 euro, con un tasso dello 0,40%, il totale da restituire nel corso dell’interno ammortamento corrisponderebbe a 135.290,40, con un esborso di poco più di 5.000 euro in termini di interessi in 20 anni.

    Previsioni dei tassi nei prossimi anni

    Stando alle proiezioni dei futures sull’Euribor, che prevedono l’andamento dell’indice trimestrale nei prossimi anni, il parametro dei mutui a tasso variabile rimarrà ancora negativo quanto meno per tutto il 2021. Tornando all’obiettivo della BCE, che è quello di portare l’inflazione ad un livello intorno al 2%, e viste le ultime stime che non lasciano intravedere neppure lontanamente questa soglia, possiamo immaginare che i tassi rimarranno agli attuali livelli ancora a lungo.

    Anche gli indici Eurirs, che regolano le quotazioni dei mutui a tasso fisso, restano stabili intorno allo zero. Le scadenze IRS a 10 e 15 anni sono in territorio negativo, mentre le durate più lunghe, quelle che vanno dai 20 ai 30 anni, hanno attualmente un fixing che va tra 0,07 e 0,09. Con uno spread bancario medio di 0,80, oggi è possibile ottenere un mutuo a rata fissa per una durata di lungo termine ad un tasso inferiore all’1,00%.

    Un esempio: per un mutuo ipotecario di 100.000 euro della durata di 30 anni ad un tasso del 1,00% si pagherebbe una rata mensile di 321,64 euro, che significherebbe dover rimborsare una somma totale di 115.790,00 euro, ovvero poco più di 526 euro all’anno di interessi passivi senza considerare il rimborso annuo come prima casa di parte di essi.

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