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MUTUI, 2021 DA RECORD. MA 2022 CON IL FARO ACCESO SUI TASSI

07/02/2022 Autore: Daniele Turchi Branch Manager Credipass S.r.l.

MUTUI, 2021 DA RECORD. MA 2022 CON IL FARO ACCESO SUI TASSI

 

Ci lasciamo alle spalle un 2021 che ha beneficiato di tassi di interessi iper appetibili, di una parziale ripresa economica, e che dunque ha rappresentato un mini-boom nel settore mutui.

Che 2022 sarà? Molto probabilmente sulla stessa lunghezza d’onda, nonostante numerose voci vedono all'orizzonte un rialzo consistente dei tassi.

 

Taeg in crescita di mezzo punto da inizio anno

Sul finire dell'anno, i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie (quindi il Taeg, Tasso Annuale Effettivo Globale) si sono collocati all’1,79% di media, in leggero rialzo rispetto all’1,74% di settembre. Lo dice la statistica periodica Banche e moneta pubblicata dalla Banca d’Italia lo scorso 10 dicembre.

Dai grafici elaborati dalla Banca d’Italia emerge come il Taeg sia in effetti salito di mezzo punto percentuale rispetto a inizio anno, quando si collocava intorno all’1,27%, e sia oggi tornato sui livelli del 2019. Si rimane comunque in un’area decisamente favorevole, considerando che dieci anni fa, verso la fine del 2011, la media si aggirava intorno al 4,5%, salvo poi imboccare un declino praticamente costante, al 3% a fine 2014, intorno al 2% a fine 2018.

Quante sono le case su cui gli italiani stanno pagando un mutuo? Secondo il Rapporto Mutui ipotecari 2021 dell’Agenzia delle Entrate sono circa mezzo milione le abitazioni su cui grava un'ipoteca, a garanzia del finanziamento: nel dettaglio, 513.481 immobili. Di questi, 313.132 (il 61%) si trova al Nord109.629 al Centro (21%), 90.601 al Sud (18%).

 

Oltre 400 miliardi di consistenze

Per quanto riguarda i volumi, a fine anno la consistenza dei mutui esistenti in Italia (il dato è riferito a quelli oltre i 5 anni di durata, quindi la stragrande maggioranza) si attesta poco sopra i 406 miliardi di euro, in netto aumento rispetto ai circa 390 miliardi di fine 2020 e ai 381 miliardi di fine 2019. Segno che, nel corso dell’anno, le famiglie che hanno la possibilità di accedere al credito ne hanno approfittato per finanziare con ipoteca l’acquisto della casa.

Un clima cui hanno contribuito anche iniziative pubbliche, come i mutui agevolati per gli Under 36. Si tratta di un dato che va in parallelo con la ripresa della compravendita di abitazioni. Secondo l’ultimo dato disponibile, registrato dall’Agenzia delle Entrate, nel corso del terzo trimestre 2021 si è registrato un incremento degli scambi del 22% rispetto allo stesso trimestre del 2020, con un totale di oltre 172mila operazioni. Al consuntivo di fine anno dovrebbe senz’altro essere superata l’asticella delle 600mila compravendite, confronto a un 2020 che si era chiuso con 558mila.

 

Sui tassi arriva il freno della Bce

Come sarà il mercato dei mutui nel 2022? I tassi di interesse non potranno certamente tornare indietro. Ma è troppo presto per parlare di una decisa corsa al rialzo. Alcuni analisti stanno motivando questo trend con la spinta dell’inflazione europea, che si è rimessa a salire dopo anni di stasi. Eppure, la crescita dell’inflazione è stabile quando è collegata a un’economia che tira, mentre in questo periodo appare più un effetto di fattori transitori, primo fra tutti la scarsità di materie prime.

La spinta all’insù del Taeg dei mutui arriverebbe in automatico se la Bce decidesse di aumentare i tassi di interesse di riferimento della Bce. Ma su questo punto è stata chiara, di recente, il presidente Christine Lagarde. “I tassi d’interesse di mercato sono aumentati nelle ultime settimane, principalmente a causa di una maggiore incertezza sulle prospettive dell’inflazione” ha detto, aggiungendo: “Ma nonostante la recente crescita, l’outlook per il medio periodo dell’inflazione rimane debole”.

E la condizione chiave per cui la Bce potrebbe rimettere mano ai tassi è un’inflazione che si assesti in modo duratura al 2%. Un traguardo ancora lontano

 
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